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Il Tempo di Quaresima

Convertitevi e credete al Vangelo

Il tempo di Quaresima ha lo scopo di preparare la Pasqua; la liturgia quaresimale guida alla celebrazione pasquale sia i catecumeni, attraverso i diversi gradi dell’iniziazione cristiana, sia i fedeli, per mezzo del ricordo del Battesimo e mediante l’esercizio della penitenza.

Il carattere unitario, il contenuto misterico, la ricchezza catechetica dell’ordinamento delle letture domenicali della Quaresima ambrosiana fanno di tale articolato complesso di pericopi un patrimonio ecclesiale di singolare rilievo, cui aggiunge ulteriore valore la constatazione che le letture evangeliche sono rintracciabili nella stessa omiletica di Ambrogio e che esse nella tradizione milanese tanto hanno marcato le singole domeniche da determinarne le specifiche denominazioni.
Va altresì segnalata la costante attenzione che la tradizione ambrosiana ha rivolto anche alle letture tratte dal libro dell’Esodo. Quest’ultimo aspetto appare pienamente comprensibile quando si osservi che in tali pericopi sono evocati e rivissuti momenti nodali della storia della salvezza sviluppatasi
nell’Antica Alleanza. Conseguentemente, in analogia a quanto già previsto in Avvento, nell’ambito delle celebrazioni vigiliari delle domeniche quaresimali, come lettura precedente il vangelo viene indicata, anziché l’Epistola paolina, la pericope veterotestamentaria.
Al fine di offrire (…) un più vasto materiale biblico (…), il Lezionario prevede un ordinamento triennale [secondo la solita ripartizione ciclica degli anni A, B, C] della Lettura e dell’Epistola, con testi scelti in coerenza con le tematiche che ispirano le singole domeniche e i relativi vangeli.
Il carattere particolare della Domenica all’inizio di Quaresima è rimarcato nella liturgia vigiliare dalla proclamazione, quale annuncio della Risurrezione, di una pericope estranea al ciclo dei 12 Vangeli previsti nel corso dell’anno: si tratta della silloge delle apparizioni del Risorto proposta
dall’Appendice al Vangelo secondo Marco.
Nelle successive settimane che preparano all’annuncio pasquale della Risurrezione, in luogo dei vangeli della Risurrezione, vengono proclamate pericopi che del mistero pasquale contengono un chiaro preannuncio: le narrazioni dei sinottici in merito alla prefigurazione della gloria pasquale sul
monte della trasfigurazione e, nella Domenica di Lazzaro, il richiamo di Cristo stesso al segno di Giona.
Nei giorni feriali, la sistematica proclamazione di Genesi e Proverbi è ricordata dallo stesso Ambrogio quale elemento caratterizzante del Tempo quaresimale.
Nella settimana che introduce alla Domenica delle palme la Chiesa Ambrosiana, attraverso le pericopi evangeliche feriali, dà inizio alla sequela diretta del Signore, riconosciuto quale Cristo di Dio incamminato verso Gerusalemme per realizzare in se stesso la grande Pasqua di salvezza.
Infine, secondo l’antica disciplina osservata anche in Oriente, e che a Milano appare tradizionale già ai tempi di Ambrogio, il carattere festivo assegnato da Dio al sabato proibisce l’estensione del digiuno a tale giorno.
L’ultimo Sabato quaresimale, immediatamente antecedente la Domenica delle Palme, è invece totalmente focalizzato sul tema della trasmissione della fede nella Chiesa, processo emblematicamente rappresentato dal rito della Consegna del Simbolo (Traditio Symboli).
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In : Guida pastorale per le celebrazioni liturgiche
Edizioni a cura della Commissione Liturgica Regionale Lombarda
Rito Ambrosiano, anno 2008-2009
Ed. I.T.L., Milano, 2008

Anno liturgico A-B-C

La struttura del tempo di QUARESIMA:

Il tempo di Quaresima decorre dai primi vespri della Domenica all’inizio della Quaresima, alla messa In coena Domini esclusa, con la quale comincia il sacro Triduo Pasquale.
Dall’inizio della Quaresima sino alla Veglia pasquale non si canta l’Alleluia.
Le Domeniche di questo tempo vengono chiamate rispettivamente:
– Domenica all’inizio della Quaresima (In capite Quadragesimae),
– Domenica della Samaritana,
– Domenica di Abramo
– Domenica del Cieco,
– Domenica di Lazzaro.
– La sesta Domenica, dopo il Sabato in traditione Symboli, che apre la Settimana Santa (o Autentica), è detta Domenica delle Palme.
Nel Venerdì di Quaresima secondo l’antica e costante tradizione ambrosiana non si celebra la liturgia eucaristica, a meno che non ricorrano le solennità di san Giuseppe o dell’Annunciazione del Signore.
Il Lunedì seguente la Domenica all’inizio della Quaresima si può celebrare il rito dell’imposizione delle ceneri. Per ragioni pastorali questo rito può essere anticipato alla stessa Domenica, non però durante o dopo la celebrazione eucaristica della vigilia.
Il primo Venerdì di Quaresima e il Venerdì Santo sono giorni di astinenza e di digiuno.

FERIE: La sistematica proclamazione di Genesi e Proverbi, ricordata da Ambrogio quale elemento caratterizzante del tempo quaresimale, collega la Chiesa milanese alle Chiese ispaniche e, in Oriente, ai diversi ambiti ecclesiali.
Momento qualificante del cammino di preparazione dei candidati al
battesimo verso i misteri dell’iniziazione cristiana celebrati nella notte
pasquale, la lettura di Genesi ripropone il primo dispiegarsi del disegno
d’amore di Dio verso l’uomo attraverso la creazione, l’allontanarsi dell’uomo da Dio, gli esempi di fede dei patriarchi che hanno creduto all’annuncio di salvezza loro rivolto e che pure dalla terra d’Egitto non hanno cessato d’attendere il dono promesso da Dio ad Abramo e ai suoi discendenti.
Parallelamente a questa catechesi, la Chiesa Ambrosiana nella lettura dei
Proverbi, attraverso la parola sapienziale dell’antico Israele, indica ai
credenti le vie per quella conversione del cuore, che deve segnare il cammino
dell’uomo verso la salvezza.
Le pericopi si dispiegano nell’ambito di due cicli annuali (I e II), nei quali si
realizza una congiunta presentazione di entrambi i libri, in forma a un tempo progressiva e globale.
A questi testi è associata nelle prime quattro settimane la lettura sistematica
del Discorso della Montagna, in cui il Signore Gesù delinea le modalità di
vita proprie di coloro che accolgono il suo lieto annuncio.

VENERDÌ: Nella Quaresima ambrosiana il giorno in cui “è stato tolto lo Sposo” si è conservato liturgico: in esso agli amici dello Sposo è tolta la gioia del suo banchetto nuziale. L’officiatura vespertina presenta un singolare andamento, con una struttura celebrativa simile a quella delle Grandi Vigilie: riti lucernari, letture veterotestamentarie, salmodia.
Di fatto, negli antichi usi quaresimali di Gerusalemme, dal tramonto del
Venerdì prendeva avvio al Sepolcro una lunga veglia, conclusa all’aurora del
Sabato con la celebrazione dell’Eucaristia poco prima del levare del sole.
Nella tradizione ambrosiana le letture vesperali del Venerdì di Quaresima,
analogamente alle letture delle grandi celebrazioni vigiliari, sono parte
integrante dell’ordinamento delle letture.
Oltre alla serie di pericopi previste per la Liturgia delle Ore, il Lezionario
propone un ulteriore ciclo di letture incentrato sul tema del sacrificio del
Cristo, di cui sono proposte le prefigurazioni tipologiche e i preannunci
profetici.

SABATI: Secondo l’antica disciplina osservata anche in Oriente (e che a Milano appare tradizionale già ai tempi di Ambrogio) il carattere festivo assegnato da Dio al Sabato proibisce l’estensione del digiuno a tale giorno.
Le implicazioni ecumeniche dell’osservanza di tale disciplina in un contesto
di comunione con la Chiesa romana, caratterizzata da diversa consuetudine,
sono ben evidenziate dal ‘greco’ Nilo da Rossano nelle sue relazioni con la
comunità dell’abbazia di Monte Cassino, ai cui rilievi rispose appellandosi al
testo paolino della Lettera ai Romani (14,1-9), che la Chiesa milanese
proclama al primo Sabato di Quaresima.
Nelle tre settimane successive, mentre le letture veterotestamentarie e paoline tratteggiano gli atteggiamenti spirituali dei credenti avviati alla rigenerazione battesimale, le pericopi evangeliche presentano un chiaro riferimento ai riti prebattesimali (esorcismo, segno di croce, unzione).
L’ultimo Sabato quaresimale, immediatamente antecedente la Domenica
delle Palme, è invece totalmente focalizzato sul tema della trasmissione della fede nella Chiesa, processo emblematicamente rappresentato dal rito della Consegna del Simbolo (Traditio Symboli).

ANNO A:
ANNO B:
ANNO C:

Ciclo feriale I e II

CICLO I:

In continuità con la tradizione già documentata ai tempi di sant’Ambrogio sono proposti, durante le ferie, brani del libro della Genesi e del libro dei Proverbi, cui è associata nelle prime quattro settimane la lettura del Vangelo con il Discorso della Montagna.
Nella quinta settimana, che introduce alla Domenica delle Palme, la Chiesa ambrosiana attraverso le pericopi evangeliche feriali, dà inizio alla sequela diretta del Signore, riconosciuto quale Cristo di Dio incamminato verso Gerusalemme per realizzare in se stesso la grande Pasqua di salvezza.
Il lezionario utilizzato al sabato, giorno a carattere sempre festivo, si discosta dallo schema feriale e, sempre in continuità con l’uso antico, fornisce ricchi ed importanti spunti di catechesi battesimale.

CICLO II:

In continuità con la tradizione già documentata ai tempi di sant’Ambrogio sono proposti, durante le ferie, brani del libro della Genesi e del libro dei Proverbi, cui è associata nelle prime quattro settimane la lettura del Vangelo con il Discorso della Montagna.
Nella quinta settimana, che introduce alla Domenica delle Palme, la Chiesa ambrosiana attraverso le pericopi evangeliche feriali, dà inizio alla sequela diretta del Signore, riconosciuto quale Cristo di Dio incamminato verso Gerusalemme per realizzare in se stesso la grande Pasqua di salvezza.
Il lezionario utilizzato al sabato, giorno a carattere sempre festivo, si discosta dallo schema feriale e, sempre in continuità con l’uso antico, fornisce ricchi ed importanti spunti di catechesi battesimale.

 

 

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