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La memoria del Mistero Pasquale

Romite Ambrosiane, Alleluia magnificemus, pergamena miniata

Nell’ottica della memoria del Mistero di Cristo, in particolare del mistero pasquale, che è mistero glorioso della sua pas­sione, morte e re­surrezione, cerchiamo di vivere, con caratteristiche particolari, il venerdì, il sa­ba­to e la domenica, che so­no come un ripetersi del tri­duo pasquale lungo tutto l’anno.

Romite Ambrosiane, Crocifissione, miniatura su pergamena

Il Crocifisso
Il venerdì è per noi un giorno di silenzio, dedi­cato alla memoria della passione del Signore; ognu­na di noi trascorre il pomeriggio nella propria cella nella contemplazione del Crocifisso, nel quale si compie la salvezza di tutti gli uomini, e nella parteci­pa­zione a quella solitudi­ne in cui era il Signore Gesù quando ha redento il mondo. La sua è stata una solitudine totale, nell’abbandono da parte degli uomini, anche degli amici, fino a sperimen­ta­re l’abbandono da parte del Padre; più ancora che una soli­tu­di­ne fisica è stata una ben più profonda solitudine spirituale, che fa parte dell’esperienza della croce.

Cristo ha accettato e vissuto questa solitudine per la salvezza di tutti, è passato attraverso quella radicale lontananza per riconciliare ogni uomo nella comunione più piena e definitiva. E in questa dimensione e partecipando a questo mistero che noi viviamo la clausura. Così in ogni nostra esperienza di solitudine, come in quella singolare del «romitaggio», desideriamo prender parte alla sua solitudine redentiva e portare in noi davanti al Crocifisso tutta l’umanità, la sua sofferenza, il suo bisogno, il suo male, la sua capacità di amare, e tutta la gratitudine per la speranza di salvezza e di amore che è nata per ogni uomo sulla croce di Cristo.

La nostra attesa nella Chiesa

Romite Ambrosiane, Crocifissione,
miniatura su pergamena

Il sabato è il giorno dell’attesa, del passaggio dalla morte alla vita risorta e piena, dalla solitudine alla comunione perfetta. Si avverte lungo tutta la giornata un senso di sollievo, e quel desiderio proprio di ogni attesa, che quasi anticipa la pienezza della festa, che la fa pregustare. Vogliamo vivere questa attesa unite a tutta la Chiesa e in particolare vogliamo in questo giorno essere unite ai sacerdoti, ai quali dedichiamo la nostra preghiera, nel desiderio di collaborare alla loro fatica apostolica e di sostenerli in essa.

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