LA PREGHIERA

Il cuore della nostra contemplazione e della nostra preghiera è nella vita sacramentale, nella liturgia e nella meditazione della Scrittura, perché qui ci viene donato lo stesso Cristo, il Verbo di Dio e ci viene data la vera conoscenza di lui. Perciò noi iniziamo la giornata con l’Ufficio delle Letture (mattutino), il canto delle Lodi e la Messa; tutto il nostro
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La comunità all’ingresso in chiesa della Trasfigurazione per la liturgia
tempo è poi scandito fino a sera dal ritmo della preghiera liturgica che ci riunisce in coro per le varie Ore, e dalla meditazione sulla Parola di Dio.
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La lectio personale in giardino

Questo fare continua memoria del Mistero di Cristo, della sua presenza, è il significato e la pienezza del nostro essere, agire, pensare, di ogni nostro gesto: cerchiamo così di vivere la «sobria ebbrezza», valore dominante della spiritualità monastica ambrosiana, non come sentimento di un momento particolare, ma piuttosto come dimensione, come spirito nel quale vivere ogni cosa: una sempre rinnovata comunione con Cristo, che nasce e cresce in una oggettiva partecipazione ai suoi misteri.  


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Particolare di manoscritto
con la prima strofa dell’inno di sant’Ambrogio, Splendor paternae gloriae


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La liturgia e il canto ambrosiano

L’elemento del canto ambrosiano nella celebrazione liturgica è per noi molto importante, perché proprio nel canto troviamo un luogo privilegiato della lode a Dio, del ringraziamento, della gioia; e ancora un’ espressione umana che arricchisce e affina la nostra sensibilità e la profondità della nostra preghiera. Il canto ambrosiano, come anche quello gregoriano, educa a una oggettività nella preghiera: la melodia non è asservita ai sentimenti nostri, ma è pienamente al servizio della parola liturgica e nel tempo i nostri sentimenti si plasmano adeguandosi ad essa. È una melodia che non esprime, ma «lascia trasparire» la verità della parola, e anche l’esecutore impara pian piano a non dire se stesso, ma a «lasciar trasparire» e a «lasciarsi esprimere».