L'APPARTENENZA ALLA CHIESA LOCALE

Un altro grande valore per noi è l’appartenenza alla Chiesa locale, di cui abbiamo esempio nell’esperienza delle beate Caterina e Giuliana, le quali non furono condotte da Dio in qualche ordine già esistente, ma iniziarono una vita religiosa «autonoma», che le portò a unirsi sempre più
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Romite Ambrosiane, Veduta del Duomo di Milano, acquerello
alla Chiesa ambrosiana. Semplicemente vissero i valori del loro tempo, assunsero i modi della pietà popolare dell’epoca, restando legate alla realtà di Chiesa che avevano attorno. Poiché ci sentiamo e vogliamo essere membra vive di un corpo secondo la vocazione che a noi è stata data e nel servizio che a noi è chiesto, cerchiamo di vivere la Chiesa, dunque questa concreta realtà di Chiesa che è la Chiesa locale, la Chiesa ambrosiana. L’espressione massima di questa appartenenza è proprio il legame al Vescovo che ha luogo nella celebrazione della liturgia ambrosiana e nella condivisione delle sue direttive pastorali.

Il rito ambrosiano

È importante il fatto che, fin dalla erezione del monastero, seguiamo il rito ambrosiano: questo ci unisce profondamente al Vescovo, ai sacerdoti e a tutto il popolo ambrosiano, perché è l’azione liturgica la sorgente della comunione ecclesiale.