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Omnes Patriarchae

Tutti i Patriarchi ti hanno proclamato,
e tutti i profeti ti hanno annunciato:
gli Angeli ti hanno mostrato ai pastori,
i cieli ti hanno indicato con la stella:
e tutti i giusti, con gioia, ti hanno accolto.

I Vespri ambrosiani del giorno dell’Epifania prevedono, dopo il rito del lucernario, il canto di un antichissimo testo liturgico. Si tratta dell’antifona In choro, così chiamata per la particolare modalità della sua esecuzione, conosciuta con il nome di Omnes Patriarchae, dalle prime due parole con cui inizia il testo latino.


Il testo, nella sua brevità, sintetizza tutto il mistero natalizio che nella festa dell’Epifania approda al suo compimento. In pochi versetti sentiamo echeggiare la voce dei patriarchi e dei profeti di Israele che hanno predetto la sicura venuta del Messia, il canto degli angeli che la notte del Natale del Signore ha annunziato ai pastori la gloria dei cieli discesa sulla terra e infine il silente bagliore della stella che ha condotto i Magi sino a Betlemme. Nell’ultimo versetto, poi, risuona la gioia di tutti coloro che con fede e con amore paziente accolgono il Signore nella loro vita.

Durante il vespero che si celebra nel Duomo di Milano questa antifona viene cantata per tre volte da tre componenti diversi dell’assemblea: i pueri cantores, la cappella musicale e i canonici, nel frattempo l’Arcivescovo con tutto il clero presente si porta verso l’altare maggiore rivolto verso il popolo e qui tutti, clero e fedeli all’unisono, cantano per la quarta e ultima volta questo bel testo con la sua affascinante melodia.

La quadruplice ripetizione ha lo scopo di rivolgere il canto verso i quattro punti cardinali a significare che in tutta la terra si diffonde l’annunzio che il Salvatore si è rivelato a tutte le genti.   
Anche la nostra comunità esegue questa antifona per quattro volte, orientandosi di volta in volta a occidente, a nord, a sud e in fine ad oriente dove sorge il sole e, celebrando il vespro nella chiesa della Trasfigurazione, è bello coinvolgere anche gli ospiti in questo movimento.

Quest’anno celebreremo il vespro dell’Epifania nella nostra chiesa interna, come facciamo ormai dall’inizio della pandemia, ma non rinunceremo né al canto, né al gesto, volendo in questo modo far giungere a tutti il messaggio di speranza che questa solennità ci offre: Alzati rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te (Is 60, 1-2). 

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