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Quaresima

Crocifissione

Scultore lombardo della cerchia dei Donati Crocifissione fine sec. XV Legno policromo 181,5 x 123,5 cm

 E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

(Gv 1,14)

“E noi vedemmo la sua gloria.” Paradossalmente noi vediamo un crocifisso, noi volgiamo lo sguardo “a colui che hanno trafitto” (Gv 19,19): ma chi muore così è il Figlio di Dio, chi ama sino a dare la vita così è l’unigenito del Padre. L’arte sacra non è forse via regale al mistero di Dio?
L’ancona lignea della Crocifissione che proponiamo alla vostra contemplazione all’inizio di questa Quaresima vuole essere segno dell’irrinunciabile sguardo al mistero salvifico di Cristo che, soprattutto in questi tempi tanto difficili, ci accumuna tutti: credenti o ricercatori della Verità, amanti della bellezza che salva o semplici cultori d’arte.

A questa Crocifissione hanno guardato generazioni di pellegrini prima e di Romite poi, tessendo una trama di sguardi, una storia di fede, di preghiera e di contemplazione che non si è mai interrotta e apre al futuro di Dio. Ancora oggi la nostra comunità sosta dinnanzi a questa opera antica al termine della via Crucis comunitaria di ogni venerdì di Quaresima.
Il nostro sguardo, attratto e affascinato dalla splendida cromia e dalla plasticità e drammaticità scultorea, è chiamato a far memoria dell’ora più tragica e salvifica della storia, a vivere quell’irripetibile dramma che ci fa passare dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce pasquale.

Anche noi come la beata Caterina possiamo dire con cuore appassionato: “ Io vedo il mio amoroso Crucifixo. Io lho fixo e figurato nel mio cuore”.

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